Omeopatia

I concetti dell’omeopatia classica

La Medicina Omeopatica è un metodo che si basa sulla sperimentazione sull’uomo sano di sostanze diluite all’ultramolecolare. Viene, cioè fatta assumere ad un campione di individui sani una sostanza diluita in modo tale da non essere più tossica.

Si rilevano, quindi, le reazioni che gli individui hanno dopo intervalli di tempo predeterminati. Il malato sarà guarito, da quel rimedio che nella sperimentazione sull’uomo sano avrà espresso dei sintomi simili ai sintomi del nostro malato.

Il rimedio omeopatico viene prescritto, allora, per analogia (similitudine) tra i sintomi del malato ed i sintomi emersi dalla sperimentazione pura dei rimedi omeopatici.

La Medicina Omeopatica individua lo stato di malattia come un’alterazione dello stato di salute che coinvolge tutto l’individuo malato, alterazione che si manifesta con la comparsa di sintomi fisici e mentali peculiari in ogni individuo. Quindi non la malattia come entità a sé stante, ma un malato con sintomi individuali e caratteristici.

Questo modus operandi segue ciò che è stato indicato come principio di similitudine (similia similibus curentur) su cui si basa la terapeutica della Medicina Omeopatica.

La malattia diventa non più solo un evento negativo, da combattere ad ogni costo, ma il mezzo attraverso il quale l’intero organismo comunica che qualcosa sta cambiando nel suo normale equilibrio di salute. Allora possiamo capire quanto sia grande l’importanza dei sintomi e l’utilità dell’imparare ad auto osservarsi, cioè  a prendere in considerazione tutto ciò che ci riguarda senza tralasciare ciò che talvolta può sembrare banale o inutile e che invece può rappresentare una indicazione.

Quindi devono essere osservati non solo i sintomi fisici, il dolore, ma anche la mente, gli affetti, le emozioni, il proprio rapporto con la natura (gli agenti atmosferici: sole, vento, pioggia, freddo, caldo) e con l’ambiente sociale in cui si vive, poiché l’organismo umano non è un’entità isolata, ma una totalità (fisica, psichica, emotiva) integrata con l’ambiente, che la influenza e da cui è influenzata.

La pratica

L’approccio del singolo nei riguardi dell’omeopatia va condotto con l’aiuto e l’opera del medico e del farmacista specializzato che si accerterà dell’opportunità di intervenire con un rimedio unitario, composto da una sola sostanza di base, o con un complesso, composto da più sostanze a volte con più diluizioni.

I prodotti

Si presentano in tubi contenenti delle piccole sfere di lattosio chiamati granuli da assumere in quantità definita più volte al giorno oppure in tubi dose da assumere tutti in una volta.

Abbiamo anche le forme liquide, in soluzione idro-alcolica, in fiale bevibili od iniettabili, in compresse, in ovuli ed in creme dermiche.

Le diluizioni omeopatiche

Per chi è la prima volta che si sottopone ad una cura omeopatica, noterà la strana nomenclatura dei rimedi unitari. In effetti tutti i rimedi si avvalgono di una denominazione di derivazione latina associata con un numero ed una sigla, ad esempio Pulsatilla 5 CH. Pulsatilla è il rimedio, la sigla CH sta a significare Centesimale Hahnemanniana, cioè la diluizione 1:100 della sostanza attuata secondo i dettami dello scopritore dell’omeopatia Samuel Hahnemann. Esistono altre sigle come DH che significa Decimale Hahnemanniana e K per diluizione secondo il metodo Korsakoviano dal nome del suo ideatore e LM o cinquantamillesimali elaborate dallo stesso Hahnemann negli ultimi anni della sua vita.

Le principali patologie

Anche se poche sono le patologie che l’omeopatia non tratta, quelle sulle quali si ottengono i migliori risultati sono: traumatismi, allergie, depressioni, affezioni dermatologiche, gastriche, artritiche, del ciclo mestruale, della prevenzione e cura delle malattie da raffreddamento ed influenzali.

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